L'alchimia al femminile: tra sapere domestico, scienza ed emancipazione

La mostra "Anselm Kiefer. Le Alchimiste a Palazzo Reale" è un'occasione per approfondire il ruolo delle donne nello sviluppo del pensiero scientifico. Ne parliamo con il professor Aurelio Molaro, del Dipartimento di Psicologia
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Entrare nelle sale di Palazzo Reale a Milano che ospitano la mostra di Anselm KIefer Le Alchimiste (aperta fino al 27 settembre) significa immergersi in un universo materico: tra piombo, foglia d'oro, cenere e sostanze organiche, la pittura dialoga con l'alchimia non come semplice suggestione estetica, ma come chiave di lettura. Sui grandiosi teleri realizzati dall’artista tedesco, 40 figure femminili che arrivano dal passato chiedono di avere voce e raccontarsi. Cleopatra l’Alchimista, Caterina Sforza, Isabella Cortese, Marie Meurdrac. Chi erano davvero queste donne? In cosa credevano? Quale fu il loro ruolo nella nascita del pensiero scientifico?

Per comprenderlo, interpelliamo Aurelio Molaro, professore associato del Dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca, che insegna Storia della scienza e Storia del pensiero filosofico e scientifico e ha fra i suoi principali campi di ricerca la storia della filosofia e della scienza moderna e contemporanea e la storia dei concetti scientifici in prospettiva interdisciplinare.

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